Il fascino di una pedalata lungo una linea ferroviaria dismessa, immersi in un paesaggio incantevole, passando vicino ai trabocchi, quelle particolari macchine da pesca dal sapore antico, diffuse tra Pescara e il Gargano. Lungo la via, entrando e uscendo dalle gallerie del vecchio tracciato ferroviario, si alternano spiagge di sabbia e di roccia, insenature e riserve naturali. E con piccole deviazioni, si possono raggiungere facilmente grotte, borghi e monumenti storici. Offre indubbiamente molte suggestioni l’itinerario lungo la costa adriatica da Ortona a Vasto: 42 km sulla pista ciclabile “Via Verde”, affrontabili anche a tappe, all’interno di un percorso più ampio di 67 km in provincia di Chieti tra Francavilla a Mare e Marina di Vasto, con alcuni tratti ancora in corso di completamento.
L’elemento caratterizzante di questo percorso è costituito proprio dalle curiose palafitte che costellano il litorale: i trabocchi. I Trabocchi, chiamati anche trabucchi o travocchi, sono piattaforme di legno collocate in mare, che servono a catturare i pesci grazie a reti calabili in acqua, regolate da un sistema di argani. E’ così possibile pescare senza dover uscire al largo e quindi anche in condizioni meteorologiche sfavorevoli, quando invece le imbarcazioni devono restare in porto. Le attestazioni storiche di questi macchinari risalgono al Settecento, anche se la tradizione vorrebbe farne risalire l’origine addirittura ai Fenici.
A seconda della profondità del fondale, i trabocchi sono collocati in posizione diversa: trasversalmente nei fondali bassi, collegati a riva da passerelle, o parallelamente alla costa nei fondali alti, agganciati agli spuntoni di roccia. Nel tempo queste strutture hanno man mano cambiato, almeno in parte, la loro funzione, diventando spesso locali e ristoranti tipici. Lungo il nostro itinerario il visitatore se ne può fare un’idea sia dall’esterno che dall’interno, cogliendo l’occasione per fare qualche sosta.
L’ideale per godersi appieno l’esperienza è scendere di tanto in tanto dalla sella e fermarsi a prendere un caffè lungo la strada o accedere alle numerose spiagge che si incontrano durante il tragitto.
Il percorso presenta alcune deviazioni ed interruzioni: dopo Marina di Fossacesia, in località Borgata Marina, la ciclabile si interrompe e bisogna percorrere circa 2,2 km sulla Statale 16, spesso molto trafficata, per poi riprendere la Via Verde a Torino di Sangro. In alternativa, se si dispone di una mountain bike, si può proseguire dritto lungo un sentiero di ciotoli che costeggia il mare in direzione Torino di Sangro. In prossimità di Marina di Casalbordino, la pista si interrompe per un breve tratto ed occorre proseguire sul lungomare. In generale, si tratta di tratti poco trafficati, ma occorre prestare attenzione soprattutto agli incroci con le strade che immettono ai lidi e nella zona industriale di Vasto per via dei movimenti degli automezzi, percorrendo via Osca tra Vignola e Punta Penne.
Un altro punto caratteristico, ma che va affrontato con le dovute cautele, è il passaggio nella riserva naturale di Punta Aderci ( o Punta d’Erce), un’area di oltre 280 ettari, situata tra il faro di Punta Penne ed il territorio di Casalbordino, nei pressi della foce del fiume Sinello .Questo tratto si percorre per buona parte su una pista in terra battuta che segue il vecchio tracciato ferroviario e sale di una ventina di metri sul livello del mare, lasciando al di sotto la spiaggia di Mottagrossa, lunga circa 3 km.
Da qui si può ammirare uno dei panorami più belli, con scogliere a picco, macchia mediterranea ed una fauna e flora protette. E’ possibile imbattersi, tra gli altri, in uccelli come il martin pescatore o il falco di palude, ma anche in lupi, come è capitato a noi. Per questo è consigliabile percorrere questo tratto di giorno, in piena luce, quando la zona è più frequentata e gli animali selvatici stanno rintanati o ignorano i passanti, se non percepiscono una situazione di pericolo, come avviene invece più frequentemente con il calar delle tenebre. Certamente nei mesi estivi, la possibilità di vedere sia l’alba che il tramonto sul mare, situazione piuttosto insolita sull’Adriatico, attira numerosi visitatori soprattutto alla sera.Questa parte del percorso va affrontata con mezzi adeguati, meglio disporre di una mountain bike oppure a piedi.
Se si prosegue verso la vecchia stazione di Marina di Vasto, lasciandosi alla spalle Punta Penne e la zona industriale, ricomincia la ciclabile che passa vicino al mare, con le gallerie e le spiagge con i trabocchi, uno scenario suggestivo che ricorda il tratto iniziale da Ortona. Al termine ci si immette nel lungomare e volendo si può proseguire su un percorso ciclabile fino a Marina di San Salvo.
Noi abbiamo affrontato il percorso in tempi diversi e stagioni diverse: da Vasto a Casalbordino a dicembre 2022 e da Ortona a Torino di Sangro nell’aprile 2025.
Consigliamo a chi vuole fare pochi km di affrontare o il tratto sud tra Marina di Vasto-Vignola-Punta Penne o quello a nord tra Ortona San Vito e Fossacesia, perché in entrambi i casi il percorso è pianeggiante, panoramico e costeggia il mare.
Chi vuole percorrere distanze più lunghe e dilettarsi con tracciati più impegnativi, su piste in terra battuta nella riserva naturale, avrà sicuramente modo di divertirsi.
L’itinerario può essere fatto a tappe anche in treno con la possibilità di trasportare la bicicletta. Unico neo, la difficoltà a prenotare alcune corse perché la tratta è servita sia da Trenitalia che da TUA ( Trasporto unico Abruzzese) ed il sistema di vednita dei biglietti non né integrato tra i due operatori e pertanto in alcuni casi non è possbile acquistare i biglietti attraverso i canali di vendita di Trenitalia e bisogna cercare le rivendite di TUA che non sono sempre facilmente raggiungibili dalle stazioni.
Matteo Ganino