Friuli, i dolci sapori del Carnevale
Friuli Venezia Giulia Difficoltà: easy

Friuli, i dolci sapori del Carnevale

L'Itinerario

Assaporare il Friuli Venezia Giulia attraverso i suoi Carnevali, un itinerario del gusto alla ricerca delle tradizioni di un territorio di confine, dove si intrecciano culture, lingue e soprattutto cibi diversi.
Per scoprire luoghi e sapori, anche in un anno senza festeggiamenti. Magari solo idealmente, in attesa di andare di persona nella terra in cui nel 1876 sono stati inventati i coriandoli. Merito del triestino Ettore Fenderl, divenuto poi un importante ingegnere nucleare.
Da ragazzo, il  futuro scienziato lanciò dei pezzetti di carta colorati sul corteo mascherato che gli passava davanti nel centro di Trieste, non potendosi permettere l’acquisto di confetti o petali di rosa solitamente utilizzati in queste occasioni.

Paesaggio invernale con neve, maschera femminile di legno in primo piano
Sappada, tipiche maschere di legno. (Cortesia Promoturismo FVG)

Qui infatti da generazioni gli artigiani locali intagliano maschere di legno. La tradizione gastronomica permette di spaziare a 360° per festeggiare il Carnevale (Vosenòcht,nella lingua locale) a partire dai Mogn Kropfen, tortelli ripieni fritti e le orecchiette di coniglio (Hosenearlan,). Il ripieno di semi di papavero e miele conferisce ai primi un tocco caratteristico, mentre i secondi sono la versione senza ripieno, con una forma allungata che ricorda l’orecchio di un coniglio. Un altro dolce tipico sono gli schtraubm, variante degli strauben o stromboli, le frittelle tirolesi a forma di chiocciola. Tale sagoma particoolare si ottiene versando la pastella dolce, liquida, nello strutto bollente con un imbuto chiamato appunto schtraubmlaure. Completano il quadro i Krischkilan e i Muttn, simili ai crostoli e alle castagnole.

CARNIA: SAURIS
Interessante è anche la tradizione di Sauris in Carnia, un altro piccolo centro ( quasi 400 abitanti) fa parte della rete dei borghi tipici d’Italia. Le origini del Carnevale di Sauris risalgono al Medioevo, con l’arrivo dei primi abitanti provenienti dall’Austria, che fondarono il paese. Anche a Sauris sono presenti le caratteristiche maschere in legno. I personaggi principali sono il Rölar ed il Kheirar . Il primo è una figura dai tratti inquietanti: gira con una scopa e con dei campanelli cinti intorno alla vita, i Rolalan, da cui deriva appunto il nome Rölar. Le altre maschere escono dalle case si riuniscono nella piazza del paese in momenti stabiliti, scanditi proprio dal suono dei campanelli del Rölar che attraversava il paese per tre volte.

maschere tradizionali colorate a Sauris
Sauris, le maschere del Carnevale. (Foto. Verin. Cortesia Promturismo FVG)

Il Kheirar è invece il capo del carnevale. Un tempo le maschere al seguito del Kheirar entravano nelle case per spazzare i pavimenti delle abitazioni e mandare via le cose brutte.

Le persone mascherate dovevano camuffare la voce, per evitare di farsi riconoscere. Le maschere della tradizione in origine si distinguevano rigidamente in due tipi: maschere belle e maschere brutte. Suddivisione che in seguito si è un po’ persa, a differenza di quanto avvenuto in altre zone della regione.

Ai bambini era riservato un solo giorno del Carnevale e non erano ammessi agli altri festeggiamenti, pena l’incorrere in severe punizioni. Immancabile il dolce tipico del Carnevale di Sauris: le frittelle alle erbe aromatiche chiamate Vledlan.

ll dolce tipico del Carnevale di Sauris: frittelle alle erbe aromatiche
Vledlan con erbe aromatiche . Foto Archivio Fotografico Comunale di Sauris

Gli ingredienti sono farina, zucchero e uova, a cui si aggiungono erbe aromatiche (salvia, menta selvatica) e la grappa. La preparazione delle erbe aromatiche,che devono essere prima seccate e sminuzzate deve essere fatta con cura per dare al dolce il caratteristico sapore delicato.

VAL RESIA
Spingendosi ai confini con la Slovenia troviamo il Carnevale di Resia, paese che dà il nome alla Valle omonima a nord est del Friuli. Questa comunità di 1200 persone sparse per la Valle parla un dialetto con molte afffinità con lo sloveno. In questo territorio è’ presente
una lunga tradizione legata al Carnevale (Püst in resiano) che mette al centro la danza. Cïtira (violino) e la bünkula (violoncello), strumenti tipici del luogo, accompagnano i balli ed i festeggiamenti carnevaleschi Come già a Sauris, si contrappongono due tipologie di maschere: te lipe bile maškire, cioè le belle maschere bianche, riconoscibili che portano un cappello alto a sonagli, decorato di fiori di carta colorata.e i babaci/kukaci, le maschere brutte.
Le maschere bianche in origine erano ragazze “da marito” di famiglie benestanti che potevano permettersi gonne, scarpe e camicie bianche, spesso riccamente rifinite. Nello spirito goliardico del carnevale il costume era però spesso indossato anche da maschi, che portavano però un cappello di dimensioni ridotte.

Chi non poteva permettersi questi travestimenti, indossava vecchi vestiti e si colorava di nero il volto.

Sul versante gastronomico, sono due i dolci protagonisti del carnevale di Resia: la sope e bujarnik.

La prima è una frittella di pane che si prepara friggendo fette di pane raffermo, unite ad una pastella composta di farina, uova, latte, zucchero, sale ed aggiungendo eventualmente del liquore.
Il secondo si ottiene da un impasto di farina di mais e frumento , uova, zucchero, panna, latte,mele e pere, fichi secchi, uva sultanina, frutta secca, lievito, semi di finocchio selvatico, cannella o carrube. Si sbattono le uova con lo zucchero e si uniscono via via gli altri ingredienti aggiungendo alla fine il lievito. Si inforna il dolce che richiede una cottura di circa 50 minuti.

VALLI DEL NATISONE

I dolci di Carnevale sono gli strucchi, fagottini di pastafrolla fritti con un ripieno di noci, nocciole, uvetta e pinoli e la gubana. Quest’ultima è molto diffusa in diverse versioni anche in altre zone del Friuli. Semplificando molto, potremmo definirlo una sorta di strudel con un ricco ripieno di biscotti, frutta secca, uvetta e cacao. Essendo un dolce proveniente dalla tradizione familiare, ogni casa conosce le sue varianti: c’è chi mette il cioccolato al posto del cacao, oppure chi aggiunge del liquore all’impasto. I già citati strucchi sono  farciti con il medesimo il ripieno che si utilizza per la gubana. Oggi sono un tipico dolce carnevalesco, ma originariamente erano offerti agli ospiti durante i matrimoni al posto dei confetti.

dolce a spirale con impasto a strati conosciuto in varie versioni in tutto il Friuli Venezia Giulia
Gubana. Foto Pro Loco Nediske Doline

comunque ciò che caratterizza il dolce è la tipica forma a spirale. Un altro elemento distintivo è la stratificazione dell’impasto e del ripieno,evidente appena di taglia a fette la gubana. Nel 1990 è stato istituito il Consorzio per la protezione della Gubana che ha fissato gli ingredienti della ricetta tradizionale e ha definito le regole di preparazione del dolce.

 

gli strucchi sono fagottini di pastafrolla fritti con un ripieno di noci, nocciole, uvetta e pinoli
Gli struccchi sono molto diffusi nelle Valli del Natisone. Erano il dolce delle nozze, come oggi lo sono i confetti Foto ProLoco Valli del Natisone

TRIESTE

Infine nel capoluogo regionale troviamo le immancabili frittole triestine, il dolce simbolo del Carnevale. Sono di forma rotonda, una sorta di polpette fritte dolci che contengono uvetta e pinoli ed in alcune versioni, farcite con crema o cioccolato.

Un posto di primo piano spetta anche ai crostoli, una variante delle chiacchere

Infine, in una città appartenuta a lungo all’impero Austro-Ungarico non potevano mancare i krapfen, di dimensioni più piccole rispetto a quelle servite nelle pasticcerie austriache.

Si ringrazia Promoturismo FVG per il materiale fotografico

Panoramica del percorso

Durata

1 giorni

Stagione

Tutto l’anno, Inverno

Waypoints

7

Galleria Fotografica

Dettagli Tecnici

  • Durata consigliata

    1 giorni

  • Stagione ideale

    Tutto l’anno, Inverno

  • Livello Difficoltà

    Turistico

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