ll borgo medievale di Conflans ha conosciuto fino al Rinascimento un ruolo strategico per i commerci tra Italia e Francia lungo la via delle Gallie costruita dai romani. Oggi è un quartiere periferico di Albertville, ma conserva l’antico fascino.
Tutti conoscono Albertville, soprattutto dopo le Olimpiadi invernali del 1992, pochi invece conoscono Conflans. Oggi il borgo medioevale è un quartiere periferico seminascosto, circondato dal verde e adagiato su collina che sovrasta la confluenza tra i fiumi Arly e Isère.
Eppure, in origine, questo centro fortificato era un crocevia di commerci e luogo di fiere e mercati.
Il nome Conflans deriva probabilmente dalla parola latina Confluens, confluenza.
Grazie alla sua posizione all’ingresso della Valle della Tarentaise, era un importante centro strategico della Savoia lungo la via delle Gallie, la strada consolare romana che collegava Lione a Milano attraverso il passo del Piccolo San Bernardo. Gli scambi tra la montagna e la pianura passavano da lì.
Senza Conflans, non esisterebbe nemmeno Albertville, creata nel 1836 dal re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia, riunendo due borghi, posti uno di fronte all’altro sulle due rive del fiume Arly: Conflans, la città alta, e l’ Hôpital, più in basso a valle, sull’altra sponda.
’ Hôpital, fondato nel Duecento dai Cavalieri dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, nasce per ospitare visitatori e pellegrini di passaggio. L’area circostante si sviluppa progressivamente, ma la svolta arriva quando a partire dal Settecento i lavori lungo i fiumi Arly e Isère riducono il rischio di inondazioni a valle. Nel frattempo Conflans, sede amministrativa dell’Alta Savoia fino all’Ottocento, perde la sua centralità commerciale e viene quasi dimenticata.
E’ suggestivo girare per le vie di Conflans. Lungo le vie si trovano botteghe con insegne in ferro battuto che rievocano antichi mestieri artigianali. Impossibile non notare Notre-Dame-de-l’Assomption, una bella chiesa in stile barocco savoiardo con elementi neoclassici aggiunti in seguito. Con il suo particolare campanile a Bulbo, si vede bene anche in lontananza.
Il centro della piazza principale si trova una bella fontana ed intorno alla piazza ci sono bar e ristoranti. La Maison Rouge è un edificio del Trecento in mattoni rossi ed centro informativo e sede del Museo etnografico.
Nel punto più alto di Conflans si trova la torre Sarrasine, unica testimonianza di un castello medioevale che occupava l’area dove oggi sorge un giardino pubblico da cui si può godere di una vista panoramica su Albertville e le valli circostanti.
Appena sotto il borgo si trova il castello rinascimentale fatto costruire da un mercante bergamasco diventato nobile e conosciuto in Francia con il nome di Jean Antoine de Locatel. L’edificio fu successivamente ristrutturato dal genero Jean-Claude de Manuel che ne ha accentuato la dimensione residenziale riducendo o eliminando gli elementi difensivi della fortezza.
Conflans si gira abbastanza velocemente anche soffermandosi a visitare i vari monumenti e girando con calma tra i suoi vicoli, senza trascurare i negozi e una pausa caffè in piazza. Vi arrivano camminatori e ciclisti che si fermano per un momento di ristoro. L’altura su cui sia adagia il borgo, che un tempo permetteva di avvistare i pericoli provenienti dalle valli circostanti, offre oggi un panorama invidiabile sulla vita della città sottostante e consente di sentirne gli echi in lontananza, senza farsi fagocitare dai suoi ritmi e dal traffico.
E’ un luogo del turismo a passo lento che ti fa sentire per un attimo fuori dal mondo.
Matteo Ganino