Termoli, la città che scandisce il tempo

E’ la Greenwich italiana, ma pochi lo sanno: quando sincronizziamo i nostri orologi, lo facciamo sull’ora di Termoli. Non siamo sulle rive del Tamigi, ma su quelle dell’Adriatico, in Molise, in provincia di Campobasso. Da qui passa il 15°meridiano, quello dell’Europa centrale che determina il fuso orario di Roma, Berlino e Parigi. L’orario è adottato per motivi convenzionali e geopolitici anche da nazioni che contengono al loro interno ampie aree di territorio che dovrebbero invece utilizzare altri fusi. In totale il 15° meridiano scandisce il tempo di oltre 400 milioni di europei e di più di 200 milioni di abitanti dell’Africa occidentale.

panoramica del Pese vecchio di Termoli

Il “Paese Vecchio” visto dalla spiaggia

A Termoli, il 15°meridiano incrocia il 42° parallelo, che collega l’ Adriatico al Tirreno e passa qualche km a nord di Roma. Le due linee immaginarie si incontrano in località Rio Vivo, non distante dal centro della cittadina adriatica.

 

                                               A caccia dell’incrocio tra meridiano e parallelo

La localizzazione precisa del punto di incontro sul reticolato geografico dovrebbe trovarsi nei pressi di un monumento voluto dall’associazione dei geografi. Ma l’iscrizione sul monumento riporta solo l’attestazione del passaggio del 42° parallelo, senza menzionare il meridiano. In precedenza, si era ipotizzato che il punto di intersezione si trovasse un po’ più in là, a poche centinaia di metri di distanza, dove sorge una torretta di avvistamento, oggi diroccata e seminascosta da costruzioni recenti. In passato invece la congiunzione era stata individuata sul litorale nord presso la foce del fiume Sinarca dove c’è un’altra torretta, che oggi ospita un ristorante. Infine si pensava che il punto di incontro fosse dove sorge un albergo vista mare sempre sul litorale Nord.

Lungomare nord

 

 

 

 

 

 

 

Al di là della localizzazione precisa, resta il fatto che tutte queste strutture si trovano molto vicine al mare e sembrano idealmente allineate.

 

alba a Termoli

Paese Vecchio di Termoli, luci del mattino

                                                                     Il “Paese vecchio”

Il centro storico di Termoli visto in lontananza sembra una barca adagiata sull’Adriatico, battuta a volte da dolce brezza marina, altre da un vento sferzante.

La prima cosa da fare, una volta in città, è un giro nel borgo antico, che poggia su un promontorio a 15 metri sul livello del mare. E’ un reticolo di piazzette e vicoli, con vari scorci con vista sul mare.

E’ il luogo ideale per una caccia al tesoro o per giocare a nascondino, ma anche per passeggiare con un gelato in mano. E’ bello attardarsi tra i vicoli in un dedalo di stradine. Da vedere vico Castello“, tra i più stretti d’Europa che con i suoi 34 cm mette a dura prova il girovita di molti.

Il paese vecchio ha una storia antica. Le ipotesi più accreditate affermano che le popolazioni locali trovarono rifugio su questo spuntone di roccia durante il periodo delle invasioni dei Goti che nel V secolo d.c seminavano il terrore nelle zone circostanti. Un borgo circondato dal mare e con un solo accesso via terra era più difficile da espugnare. In seguito le fortificazioni create nel VI secolo dai Longobardi permisero di prevenire e contenere ancora meglio gli attacchi da terra, ma non difendevano adeguatamente dagli assalti via mare. Una vulnerabilità che espose Termoli agli attacchi dei Saraceni, dei Crociati, dei Veneziani e ai cannoneggiamenti degli Inglesi nel 1810.

Nell’ottobre del 1943 gli Alleati comandati dal generale inglese Montgomery sbarcarono pochi km più a sud, nella spiaggia tra Termoli e Campomarino, ponendo fine all’occupazione tedesca a queste latitudini. Furono proprio gli Inglesi ad imporre per esigenze militari la demolizione delle case costruite lungo il muraglione a picco sul mare, creando così  la spettacolare vista panoramica che da allora caratterizza buona parte del centro storico e rende la passeggiata per il borgo vecchio così suggestiva, soprattutto al tramonto .

La grande paura dei Turchi

Nonostante le invasioni siano state numerose, ad opera di eserciti o pirati che battevano bandiere di diverse nazioni, Termoli ricorda soprattutto Pialì Pascià,l’ammiraglio che comandava la flotta dei Turchi e terrorizzò il Mediterraneo tra il 1554 ed il 1573. Nel 1566 gli uomini di Pialì Pascià diede l’assalto alla fortezza che le antiche mura non riuscirono a proteggere Termoli.
Il Borgo antico subì vari attacchi dal mare 

Termoli ricorda questo evento con una rievocazione storica il 15 agosto con l’incendio del Castello, momento clou di uno spettacolo pirotecnico che rappresenta le varie fasi dell’assedio e della battaglia conclusasi con un saccheggio da parte dei turchi, che faticarono non poco a piegare la resistenza della popolazione locale.

Monumenti storici

Le mura di Termoli ed il Castello risalgono al periodo di Federico II di Svevia (XIII secolo). Gli Svevi ampliarono e rafforzarono le strutture difensive precedenti. La vita della cittadina si svolse dentro le mura, con i contadini che andavano di giorno a lavorare nelle masserie delle campagne ed i pescatori che risiedevano nel borgo e prendevano il mare dalla vicina spiaggia,

castello Svevo
                        Il Castello ed i muraglioni 

Nel 1847 il re Ferdinando II di Borbone autorizzò l’urbanizzazione all’esterno delle mura e fece costruire due strade fuori dal perimetro del borgo antico: corso Umberto e corso Nazionale, la prima in direzione est ovest e la seconda in direzione nord-sud. Queste due strade che si incrociano costituiscono le coordinate da cui partì lo sviluppo della Termoli moderna, che è oggi una cittadina di 35mila abitanti, con un porto con collegamenti quotidiani con le isole tremiti ed un nucleo industriale che, pur duramente colpito dalla crisi economica, ospita aziende importanti come la Fiat.

Matteo Ganino

Foto di Anna Leone e Matteo Ganino

 

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