Saint Marcel (Ao), il fascino delle Acque Verdi

Acque che sgorgano dalla sorgente come uscite direttamente dalla tavolozza di un pittore. Un ruscello con tonalità tra il verde e il turchese che colora tutto ciò che incontra sulla sua strada. I sassi, il terreno e la vegetazione assumono tinte inconsuete in un’atmosfera vagamente da fiaba. Sembra di essere in alta montagna un luogo fuori dal tempo, ma non è così: siamo in Valle D’Aosta nel comune di Saint Marcel, a mezzora d’auto da Aosta a meno di 1400 metri di altitudine.

Quello che vediamo è fenomeno naturale causato dalla presenza di minerali disciolti nell’acqua come rame, manganese e woodwardite.
La mescolanza di questi minerali fa emergere le varie sfumature cromatiche che vanno appunto dal verde al turchese intenso. Infatti il colore delle acque provenienti dalla vicina miniera di Servette è di colore giallo tendente al bruno, invece i depositi di woodwardite rendono turchese l’acqua della sorgente. Non si tratta solo di un fattore estetico: osservando la colorazione di queste acque e seguendone il corso, i romani scoprirono giacimenti minerari che sono stati sfruttati sia nell’antichità che in epoca moderna, fino agli anni ’50.

Riflessi turchesi sulle acque verdi

La presenza della woodwardite è la causa del colore turchese.

La nostra escursione inizia dopo aver lasciato la macchina in località Plout, dove sorge un Santuario che merita una visita. Qui si trovano le indicazioni per il sentiero che porta alle Acque Verdi. In alternativa si può prendere la strada anche un po’ più in su dal suggestivo villaggio di Seissogne.
L’escursione non è difficile:  prevede, camminando a passo lento, una salita di circa 1h30′ con un dislivello di circa 400 metri lungo una strada poderale, con partenza da quota 955 metri e arrivo a 1360. Per il ritorno in discesa, calcolare circa un’ora. Il tutto prendendosi il tempo per ammirare il passaggio e scattare qualche fotografia.

Lo spettacolare effetto dei minerali sciolti nell’acqua che scende a valle

La salita è abbastanza ripida e conviene affrontarla con calma. In questo modo diventa accessibile anche a persone poco allenate e a famiglie con bambini.
Curioso all’ingresso lato della strada un  castagno secolare,  con il tronco cavo che racchiude una statua di san Bernardo. E una sorpresa che evoca magia e stregoneria che non vi riveliamo…

Come già accennato,  da vedere anche Il santuario di Plout e il villaggio circostante.

Nella chiesa sono presenti vari affreschi e le statue di San Grato e San Marcello, mentre il portico davanti al Santuario sono raffigurati i misteri del Rosario, opera di Lorenzo Toso (1841)
L’ attuale edificio fu costruito in stile neoclassico tra il 1850 e il 1853 ed è frutto di ampliamenti successivi avvenuti tra il ‘600 ed il ‘700 di una cappella votiva dedicata alla Vergine. In origine infatti c’era solo una grotta, che dal ‘500 ospitava una statua della Madonna. In questa cavità nel 1640, un uomo gravemente ferito avrebbe ottenuto la grazia di una difficile guarigione. A seguito di questo evento l’uomo, di professione muratore, avrebbe costruito una cappella.

Come arrivare a Plout (frazione di Saint Marcel)
Uscire dall’autostrada A5 a Nus e seguire indicazioni per Nus e Aosta. Si prosegue a sinistra sulla Strada Statale 26 della Valle d’Aosta seguendo le indicazioni per Aosta per circa 4 km. Si svolta ad una rotonda e si attraversa il ponte sulla Dora Baltea, seguendo le indicazioni per Saint-Marcel e il Santuario di Plout.
Seguire le indicazioni per il centro di Sant Marcel e poi prendere la Strada della Collina in direzione Druges, fino al Santuario di Plout dove si trova facilmente parcheggio.

Matteo Ganino

Foto di Matteo Ganino e Anna Leone

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