Torgnon (Ao), la magia del giro degli Alpeggi

Si tratta di un giro panoramico su terreno misto con tratti su sterrato, sentieri ed asfalto, lungo gli alpeggi a monte di Torgnon. E’ percorribile in mountain bike, e-bike o anche a piedi ed offre scorci suggestivi della Valtournanche, del Cervino e del ghiacciaio del Plateau Rosa La fortunata posizione di Torgnon, una sorta di terrazza naturale ad ovest della Valtournance con ottima esposizione al sole, offre vedute incantevoli per tutto l’itinerario alternate a passaggi nei boschi. Inoltre ci troviamo in un punto nevralgico tra la Valle del Cervino e la Dora Baltea sulla via di collegamento con il Vallese in Svizzera.

Panorama fondovalle da Gilliarey

                                                                                                                                                  Caratteristiche del percorso

Il tour des Alpages in breve

Lunghezza: fino a 36 km

Dislivello: circa 600 m

Fondo: misto (sterrato, sentieri, asfalto 10%)

Perché farlo: panoramico, vario e suggestivo. Di interesse naturalistico

Periodo: da maggio a ottobre

Come: a piedi, mountain bike e-bike.

 

Il tracciato coincide per ampi tratti con la sede utilizzata d’inverno per le piste di fondo. Il tour non è particolarmente difficoltoso ed è alla portata anche di escursionisti non necessariamente esperti. La presenza di ampi tratti pianeggianti consente di rifiatare. Tuttavia la passeggiata va affrontata con la dovuta attenzione, dosando bene le forze, soprattutto per la lunghezza del tour che può variare da un minimo di 18 a un massimo di 36 km e per l’altitudine: si parte da quota 1750 m e si tocca quota 2180 in località Gilliarey con diversi passaggi intorno ai 2000 metri.

Pur essendo abbastanza pianeggiante, l’itinerario presenta tratti in salita anche ripidi. Pertanto, prima di affrontarlo in bici, occorre valutare attentamente la propria condizione fisica e nel caso optare per un e-bike, pur consapevoli che la bicicletta a pedalata assistita non annulla la fatica del percorso.

Un’analoga valutazione va fatta anche per le proprie capacità tecniche di guida della mountain bike su terreni scoscesi con saliscendi.

E’ comunque possibile anche percorrere tratti più brevi soprattutto a piedi e tornare al punto di partenza nel giro di un’ora o poco più. Il percorso essere affrontato in senso orario oppure antiorario.

Noi suggeriamo di approcciarlo in questo secondo modo, per evitare un impatto troppo brusco, con le salite tutte all’inizio, ed ottenere così una migliore distribuzione dello sforzo.

 

Motivi di interesse geologico e naturalistico

Un altro consiglio è quello di affrontare l’itinerario con calma, guardandosi in giro: lungo la strada si alternano pascoli e boschi di larici e abeti, mentre nel ricco sottobosco spiccano piante ed arbusti di vario tipo come felci, mirtilli, lamponi, rose canine e sambuchi. E’ presente una fauna variegata costituita da marmotte, scoiattoli e lepri. Capita anche che facciano capolino cervi e caprioli e talvolta stambecchi e camosci, senza dimenticare pernici e aquile.

Boschi e rocce antiche

Il percorso è interessante anche dal punto di vista geologico per l’esistenza di tipi di roccia di epoche diverse che si incontrano lungo la strada: ci sono i calcescisti del Mesozoico (250-65 milioni di anni fa), un retaggio del fondo marino dell’antico Oceano finito sotto la zolla africana. Gli gneiss d’Arolla testimoniano invece la presenza del vecchio continente africano. Non mancano infine marmi e rocce calcaree.

L’emozione del Downhill

Lungo il tracciato, dopo l’Alpe Tronchaney non distante dal laghetto Gordzà, si incrocia un percorso segnalato come Family Bike; si tratta di un sentiero che attraversa il bosco ed offre scorci suggestivi. A dispetto del nome, il Family Bike non è un sentiero per tutti, ma una pista classificata come semplice per le discese in mountain bike. Su alcune cartine viene infatti indicata come easy downhill. Il tracciato è una discesa su sterrato di circa 4 km percorribile anche a tratti, perché incrocia frequentemente altri sentieri. E’ abbastanza scorrevole ed accessibile ai più, ma richiede un minimo di esperienza di guida fuoristrada, necessaria per affrontare le curve strette, frenare correttamente e superare le difficoltà più comuni: presenza di radici sul percorso, cunette, sassi e terriccio.Il punto di partenza della pista è in località Collet ed è raggiungibile tramite seggiovia, ma incrocia il nostro percorso più a valle alcune centinaia di metri sopra Gordzà. La prima parte del tracciato è più tecnica, la seconda invece presenta meno difficoltà.

Alpe lago Gordzà cuore

L’itinerario

1) Prima parte: da Plan Prioron a Châtelard

Il punto di partenza è l’area pic nic a Plan Prioron a circa due km dal centro abitato di Torgnon a quota 1750 m. La zona presenta buone possibilità di parcheggio e di ristoro post tour. Da qui si percorre un tratto di asfalto di circa 700 metri in salita per arrivare all’inizio della pista di fondo che si trova svoltando a destra appena passato il ristorante Les Montagnards. Le frecce segnaletiche riportano le indicazioni Tour des Alpages -Lago di Cignana .

La mappa dei sentieri di Torgnon.  Apri qui la cartina  

In alternativa. si può parcheggiare più in alto alla partenza della seggiovia Chantorné, un punto molto panoramico, scendere per circa 300 metri sulla strada asfaltata fino all’imbocco della pista di fondo. Si prosegue quindi su sterrato, alternando tratti in salita e tratti in piano, toccando vari alpeggi: Alpe Chavannes, Arpeille e Chatelard. Qui termina la prima parte del tour. Chi vuole tornare indietro può svoltare a sinistra seguendo il sentiero intervallivo 105 verso il laghetto Gordzà, dove c’è un’area attrezzata con un bar ristorante ed ampi spazi in cui ci si può riposare prima di riprendere il cammino. Da qui poi si scende verso il Plan Prioron seguendo le indicazioni (sentiero n°1).

2) Le zone umide di Loditor e la vista del Cervino

Proseguendo invece lungo l’itinerario principale si incontrano l’Alpe Brusoney e l’Alpe Bedsoloz. A questo punto all’incrocio con una strada asfaltata si prosegue dritti seguendo il sentiero n°1 lungo una via abbastanza stretta dove ci sono alcune passerelle di legno che permettono di oltrepassare le zone umide. Di particolare interesse è la zona umida dello stagno Lodetor ( o Lo Detor) a quota 1950 m.

Si tratta di un pianoro attraversato dal torrente Petit Monde e da piccoli ruscelli che creano un habitat di interesse naturalistico, incluso nella rete Natura 2000 e riconosciuto dall’UE come Sito di Importanza Comunitaria da tutelare. Sullo sfondo svetta la Punta Tzan (3222m).Dalla zona umida di Lodetor salendo a destra per la strada sterrata, si arriva perviene alla località di Gilliarey, al km 9,250 a quota 2180 m. Qui si trova un santuario con vista mozzafiato sul Cervino, sul ghiacciaio del Plateau Rosà e sulla Valtournenche. Se si prosegue per altri 6,3 km salendo lungo il sentiero 107 si arriva al Rifugio Barmasse e al Lago di Cignana a quota 2149 m, bisogna affrontare salite e discese impegnative ed occorre un buon allenamento.

Il prolungamento del viaggio fino al Lago di Cignana, un bacino artificiale costruito alla fine degli anni ‘20, non rientra nel nostro tour.

 

Il Cervino

3) La via del ritorno: Santuario di Gilliarey, Alpe Château, Lago Gorzà e Col de Bornes

Noi arrivati a Gilliarey torniamo indietro, ripercorrendo la strada sterrata per circa 2 km verso all’Alpe Tellinod. All’altezza di Cret si gira a destra superando l’Alpe Palud, procedendo in salita fino all’Alpe Château a quota 2080. Salendo ancora di poco troviamo quello che resta dell’ospizio Chavacour che sorgeva lungo la via tra Torgnon e il Vallese.

Alpeggio in quota Alpe Chateau Torgnon

l’alpeggio Château

Il giro prosegue in discesa toccando le baite di Cortod, e di Tronchaney, da qui possiamo abbracciare con lo sguardo sia gran parte degli alpeggi a monte che la “zona umida” di Loditor più a valle.

Scendendo ancora si può imboccare nel bosco il sentiero per mountain bike Family bike oppure si scende sul più agevole sterrato. Si può far tappa al Lago Gorzà e poi proseguendo per Fontén si raggiunge il Col des Bornes a quota 1774. Da qui si vedono Verrayes, il Monte Emilius e la Becca di Nona dal Col de Bornes si risale fino al Plan Prorion dove termina il nostro itinerario. ’

 

Vista sul ghiacciao del Plateau Rosa

Stagno Lodetor e sentiero

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Foto e testo di Matteo Ganino

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