Colle San Bartolo (Pu): il fascino della Panoramica

La strada Panoramica che collega Gabicce a Pesaro, chiamata semplicemente la “Pano” dai suoi affezionati frequentatori, presenta paesaggi e scenari mozzafiato quasi ad ogni tornante.

Colle San Bartolo falesia

La Falesia del San Bartolo a Fiorenzuola di Focara

Un tratto della Panoramica con vista panoramica sull’Adriatico e sul Colle San Bartolo

Questa strada è uno dei simboli della rinascita del Dopoguerra. Fu costruita nel 1946 da un gruppo di operai volontari che decisero di iniziare i lavori anche senza finanziamenti, con l’obiettivo di garantire questo collegamento tra Pesaro e Gabicce, nel contempo spettacolare e vitale per i piccoli borghi del San Bartolo, divenuta dal 1994 area naturalistica protetta di oltre 1500 ettari, l’equivalente di oltre 2000 campi di calcio. La guerra non aveva risparmiato questi luoghi: la linea Gotica passava da qui, il Colle San Bartolo, si trovava proprio sul confine orientale della linea difensiva tracciata dai nazisti per contrastare l’avanzata degli alleati e la Resistenza partigiana.

In bici, a piedi o in moto: tutti i modi per scoprire il San Bartolo

Sono tanti i motivi per sfidare questi 21 km di curve equamente divise tra salite e discese, praticamente senza pianura. Il percorso è più duro partendo da Pesaro, perché per i primi km la strada è più impervia, mentre da Gabicce si sale più dolcemente. Comunque sia, non tutti rifanno il tracciato in senso opposto, perché la stanchezza si fa sentire nelle gambe. E quindi al ritorno buona parte dei cicloamatori opta, seppur a malincuore, per la Statale Adriatica, spesso molto trafficata, o per il treno.
Oltre ad essere allenati, per affrontare la Panoramica occorre avere a disposizione un mezzo adeguato: un cambio con rapporti adatti ( la pendenza media è del 5,6%, con tratti oltre il 10%) o, in alternativa, una bici con pedalata assistita dotata di una batteria con sufficiente autonomia. Tra andata e ritorno il giro è di oltre 40 km.

tratto strada Panoramica

La panoramica del san Bartolo caratterizzata da continui saliscendi

Sentieri sul San Bartolo

San Bartolo: paradiso del trekking e dei biker

Un’occasione da non perdere anche per gli amanti delle escursioni in Mountain Bike che possono agevolmente alternare asfalto e sterrato per raggiungere i punti più interessanti percorrendo i sentieri del San Bartolo. un’area naturalistica di oltre 1500 ettari, per intenderci, l’equivalente di oltre 2000 campi di calcio che si trova nei comuni di Gabicce e Pesaro.
Esistono comunque valide alternative alla bicicletta, a partire proprio dai numerosi sentieri che consentono di effettuare lunghe passeggiate in varie direzioni .Sul sito del Parco del San Bartolo sono indicati tutti i percorsi , con il relativo grado di difficoltà e le informazioni utili.

Guida ai sentieri

Segnaliamo comunque il sentiero n°151, che attraversa tutto il Parco, incrociando in più punti la Panoramica ma ce ne sono altri molto suggestivi es. il n°155 un breve sentiero di 1,3 km che parte dalla statale 16 in località Le Logge, passa per i boschi e si congiunge al sentiero per la spiaggia di Fiorenzuola che scende lungo la falesia.

La falesia a picco sul mare prima di Fiorenzuola di Focara

Fiorenzuola e panorama del San Bartolo

C’è poi la possibilità di percorrere la panoramica in auto oppure in moto, ripercorrendo le orme dei grandi centauri del passato e del presente (compresi Graziano e Valentino Rossi) e dei collaudatori della Benelli, fondata a Pesaro nel 1911.
Fuoristagione ha già parlato di questi luoghi in un precedente itinerario dedicato a Pesaro.

Indicazione di sentieri sul San Bartolob

Sono numerosi i sentieri sul San Bartolo: tutti mappati e classificati per difficoltà

Paesaggi da quadro rinascimentale

Il tratto caratteristico di questo territorio è l’alternarsi di vari tipi di paesaggio che mantengono intatto il loro fascino, nonostante l’intervento dell’uomo, le modificazioni prodotte dalle frane degli ultimi anni e dall’incendio del 2017.Ambienti diversi tra loro si trovano a breve distanza l’uno dall’altro: la falesia a picco sul mare, le piccole spiagge raggiungibili ormai praticamente solo a piedi, scendendo per strade strette e tortuose,le colline dell’entroterra ben visibili all’orizzonte, i boschi di conifere che lasciano rapidamente il posto a piante tipiche delle aree costiere mediterranee. E soprattutto la campagna, con la coltivazione diffusa di vite e ulivo, con la presenza di aziende agricole importanti.

Ulivi sul Colle San Bartolo

Borghi tipici e ville storiche

Le numerose bellezze naturalistiche si integrano con l’abitato, formando un paesaggio composito che vede la presenza di alcuni borghi suggestivi come Castel di Mezzo e Fiorenzuola di Focara, senza dimenticare altri luoghi interessanti come Santa Marina Alta. Da non perdere una deviazione per il sentiero che porta al Monte Castellaro dove i campi di ginestre terminano a strapiombo sul mare.

Sul San Bartolo si possono scorgere edifici storici immersi nel verde, come il Convento medioevale dei Girolimini, Villa Caprile, una piccola Versailles in stile barocco, o la rinascimentale Villa Imperiale, dove è massima l’interdipendenza e l’interconnessione tra strutture architettoniche e contesto naturale. E non manca la campagna
A onor del vero, non mancano nemmeno costruzioni che stonano con lo spirito dei luoghi, ma si tratta di eccezioni e l’istituzione del Parco nel 1994, ha costituito un valido argine ai tentativi di cementificazione.

Piante e animali a due passi dalla città

La flora e la fauna offrono una notevole ricchezza e varietà. Si tratta di un aspetto singolare per un territorio con numerose aree coltivate, vicino a zone abitate, con strade e sentieri frequentati da visitatori non solo d’estate, ma anche in altri periodi dell’anno.

Accanto a lepri, volpi, donnole tassi, istrici e caprioli, si trovano rettili e uccelli, soprattutto nei periodi migratori. Numerose le specie di rapaci come il gheppio., il falco pecchiaiolo e il falco di palude.

D’inverno i gabbiani si spingono un po’ più all’interno e come per la flora, anche qui c’è una quasi coabitazione tra specie marine e specie che vivono nei boschi. Sulle rive a strapiombo sull’Adriatico, si celebra anche il matrimonio tra mare e campagna. Gli abitanti di questi luoghi erano un tempo pescatori d’inverno e contadini d’estate per dar da mangiare alle loro famiglie tutto l’anno. La gente di questi luoghi si dedicava alla pesca delle vongole, tradizione tramandata fino ad oggi nella baia della Vallugola.

Contadini d’estate e pescatori d’inverno

Non non sempre agricoltura, pesca ed attività marinare erano sufficienti per mantenersi e così bisognava dedicarsi anche ad altre attività, spesso molto pesanti e pericolose.
E’ il caso degli abitanti di Fiorenzuola di Focara e delle zone vicine che raccoglievano in spiaggia la pietra di Falesia, la smussavano e levigavano con lo scalpello. Erano i selcini, che lavoravano fino a 16 ore al giorno per consegnare questo materiale utile per la lastricatura di strade e piazze

Gabicce Mare dal San Bartolo, prima dell’ arrivo del turismo la vita era dura in questi luoghi sospesi tra campagna e mare.

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Infine non tralasciate di dare uno sguardo agli alberi: In base ai risultati del censimento del 2000, nel Parco sono presenti 376 alberi monumentali appartenenti a 16 famiglie e 28 specie.Tra le specie più interessanti si registrano il Cerro, il Carpino bianco il Nocciolo e l’ Acero d’Ungheria. Capita di trovare anche piante mediterranee rare, ginestre, varie specie di orchidee e alcune erbe.

Vegetazione sul San Bartolo

Basta gettare lo sguardo lungo le scarpate oppure sul ciglio della strada o nei pressi dei campi coltivati.
Ogni domenica dalle 6,30 alle 12 la Panoramica è chiusa al traffico di autoveicoli e moto.

 

Matteo Ganino. 

Foto realizzate dall’autore

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