Tra Modena e Maranello sulle orme del mito Ferrari

Un viaggio tra cibo e motori nella città della Ferrari e della Maserati, con un centro storico patrimonio Unesco ed eccellenze enogastronomiche come l’aceto balsamico, il lambrusco, il prosciutto e il parmigiano.
E’ sicuramente targato Modena un pezzo importante della storia dell’automobilismo: Ferrari e Maserati, due delle più prestigiose case produttrici di vetture sportive del mondo, sono nate in questa città di meno di 200 mila abitanti.

Dalla pista alla strada

Ed entrambe conservano nel distretto di Modena i loro stabilimenti: in città, la Maserati e a Maranello la Ferrari. Senza dimenticare la Lamborghini, che ha la sua sede a Sant’Agata Bolognese, a circa 30 km da Modena.
Da decenni Ferrari e Maserati rappresentano Modena ad altissimi livelli nel mondo dei motori. Una data su tutte è rimasta negli annali: 13 gennaio 1957, Gran Premio di Argentina. Su 14 vetture schierate al via, sette erano Ferrari e le altre sette Maserati.

Una città, due grandi marche.Un legame che si consolida nel tempo

Modena dunque non è solo sinonimo di Ferrari, anche se il nome della città emiliana è associato indissolubilmente alla casa del Cavallino Rampante, simbolo donato ad Enzo Ferrari dalla madre dell’aviatore Francesco Baracca, eroe della prima Guerra Mondiale, morto in battaglia nel 1918.
Un’ulteriore riprova del legame tra la “Rossa” ed il territorio modenese è dato proprio dal logo della scuderia: il fondo giallo che circonda il cavallino nero fu aggiunto appositamente da Ferrari proprio perché è il colore della sua città natale.
Ma il filo che lega la casa del Tridente a Modena, non è da meno. Il museo Maserati merita senz’altro una visita, soprattutto perché è stato fortemente voluto e difeso dai modenesi, grazie ad una mobilitazione ed una battaglia vinta a metà degli anni ’90 contro la seria prospettiva di uno smantellamento totale.
Si tratta di una collezione di auto d’epoca e di pezzi unici salvati da Umberto Panini, modenese emigrato in Venezuela che, una volta tornato in patria, ha mostrato grande amore per la sua terra salvando dall’asta un patrimonio storico di capitale importanza. I modelli della collezione Maserati, ora di proprietà della famiglia Panini, erano stati messi in vendita nel 1996 dall’allora proprietario. Si trattava di 19 auto prodotte in vari periodi. La città si mobilitò per scongiurare il pericolo e Panini, che dopo il ritorno in Italia aveva lavorato con i fratelli nella storica ditta di figurine, rispose generosamente all’appello. Oggi la Collezione Umberto Panini è situata all’interno dell’azienda agroalimentare Hombre, appartenente sempre alla famiglia Panini, tra Baggiovara e Cognento, due frazioni di Modena. Un’occasione per visitare anche la fattoria e vedere come si produce il Parmigiano Reggiano.

La casa-museo di Enzo Ferrari

La casa natale di Enzo Ferrari si trova nel cuore di Modena, in un contesto particolarmente evocativo di epoche ormai lontane.La struttura colpisce per la sua semplicità: una tipica cascina emiliana, nella quale era stata ricavata in un’ala un’officina meccanica per la riparazione di locomotive e materiale rotabile, fondata dal padre Alfredo a due passi dalla stazione. Qui nacque nel 1898 Enzo Ferrari, che per sua stessa ammissione, non avrebbe mai immaginato di diventare un giorno Enzo Ferrari. Il futuro Drake aveva l’ambizione di diventare un buon pilota e nel 1919 fece l’azzardo vincente della sua vita: la vendita dell’officina per acquistare la prima auto da corsa. Una scelta rischiosa e coraggiosa, date le difficili condizioni della famiglia e dell’Italia appena uscita dalla Prima Guerra Mondiale. Il padre Alfredo era morto nel 1915 ed il fratello Dino in guerra nel 1916. Enzo, partito per il fonte nel ’17, si ammalò d fu congedato sempre nel ’17 per una pleurite.

Casa Museo Enzo Ferrari Modena

La casa natale di Enzo Ferrari, il luogo da cui è partita l’avventura del Cavallino Rampante

Casa Museo Ferrari: grande architettura e buona tavola 

ll progetto di ristrutturazione della casa-museo, che coniuga tradizione e linee avvenieristiche, è opera dall’architetto Jan Kaplicky, vincitore di numerosi premi internazionali. Kaplicky morì nel 2009 senza poter portare a termine il lavoro, completato dai suoi collaboratori.
Il complesso della casa-museo presenta significativamente in tutte le sue parti il giallo della città di Modena come colore dominante; un filo conduttore caratterizzante che accompagna il visitatore, evidenziando il forte legame tra Enzo Ferrari e la sua città. A Maranello al contrario, dove si trovano la fabbrica ed il reparto corse, il colore dominante è il rosso.

Al termine della visita alla Casa Museo gli amanti della buona tavola possono fare un salto al Ristorante-Caffetteria GialloModena, un ristorante in cui si possono degustare specialità modenesi, tra cui spiccano i tortellini di Nonna Cesira, la cuoca di Enzo Ferrari. Considerando però il livello della cucina modenese, si possono trovare soluzioni più a buon mercato e di maggior soddisfazione nelle rinomate osterie delle immediate vicinanze. Resta lodevole, tuttavia, valorizzare attraverso la ristorazione l’abbinamento cibo motori caratteristico di questa terra che, con i suoi sapori unici, ha conquistato anche molti assi del volante che si sono avvicendati negli anni alla guida delle rosse.

Museo Ferrari

A Maranello ci si immerge completamente nella storia sportiva del Cavallino e si entra a contatto con il mondo delle corse e non solo: grande attenzione è dedicata alle soluzioni tecnologiche sperimentate nelle competizioni e poi passate alla produzione di serie. Grande spazio è riservato infatti anche ai modelli di auto da strada, spesso prodotti in serie limitate, frutto di evoluzioni a livello meccanico ed aerodinamico nate sulle piste. Accanto ai bolidi di F1, si trovano vetture delle categorie Sport Prototipi e Gran Turismo, veri e propri gioiellini che ricordano epoche in cui l’impegno vincente della casa di Maranello era a tutto campo nel mondi delle corse.

Ferrari in esposizione a Maranello: modelli da strada

Auto da sogno in mostra a Maranello

Accanto alle auto, non mancano poi foto, trofei e documenti che raccontano la storia della Ferrari.
La parte del leone spetta indubbiamente alle monoposto di F1, dagli anni pionieristici ai modelli più recenti degli ultimi Campionati.
In un’unica sala si trovano riunite le macchine che hanno vinto il mondiale di Formula 1: dal modello 500 F2 portata al successo da Alberto Ascari nel 1952 e ’53, alla F2007 guidata da Kimi Räikkönen.

In mezzo la F2004 di Michael Schumacher, in rappresentanza dei cinque modelli con cui il campione tedesco ha ottenuto il titolo iridato, la 312 T di Niki Lauda e molte altre ancora. Con qualche eccezione significativa: ad esempio, la 312 T4 non è la vettura di Jody Scheckter, campione del mondo 1979, ma quella di Gilles Villeneuve, forse il corridore più amato dai tifosi della Ferrari, protagonista di duelli memorabili, come quello con la Renault di René Arnoux sul circuito di Digione nel 1979.

Ferrari 312 T 4

La Ferrari guidata da Gilles Villeneuve, vicecampione del Mondo 1979

Sia a Maranello che a Modena è possibile provare ( a prezzi non proprio economici) l’ebbrezza della guida di una formula 1, grazie ai simulatori di guida accessibili a partire da 1,50 m di altezza e peso non superiore a 120 kg. Ulteriori restrizioni sono legate a gravidanza, patologie cardiache, forme di disabilità ed altre problematiche che potrebbero comportare possibili rischi per la salute per gli utilizzatori.
A Maranello è stato ricostruito fedelmente l’ambiente di un box di formula 1 ed è possibile anche immergersi nell’esperienza del Pit stop ( tuttavia quando abbiamo effettuato la visita il servizio non era disponibile. Meglio quindi informarsi preventivamente)

Pro e contro:

I pro
• Le strutture di Maranello e Modena sono accessibili senza problemi alle persone con disabilità.
• L’esperienza è emozionante e coinvolge il tifoso di tutte le età che ritorna immancabilmente un po’ bambino.
• La visita della casa natale di Enzo Ferrari e del Museo di Maranello consentono di avere un’idea e fare un’esperienza a 360° del mondo delle corse, della storia della Ferrari e del grande lavoro che sta dietro una scuderia ed un’azienda come la Ferrari.
• Utile il servizio navetta che collega il Museo Ferrari di Maranello ed il Museo Enzo Ferrari di Modena con frequenza di 45’ circa.

Contro
• Alla casa natale di Enzo Ferrari si potrebbe dedicare più spazio alla figura e alla complessa personalità del Drake di Maranello, magari recuperando filmati, spezzoni di interviste di Ferrari e testimonianze di chi l’ha conosciuto.
• I prezzi di ingresso sono abbastanza alti soprattutto per una famiglia (il pass combinato Modena-Maranello costa 20€ per adulti e 10€ per gli under 19 accompagnati da un adulto), pur considerando l’assoluto interesse di quest’esperienza. Lo stesso dicasi per il costo dei gadget, tenuto conto che al di là delle strategie di marketing, il rapporto tra la Ferrari e i tifosi è un rapporto d’amore.

Per informazioni
Museo Enzo Ferrari Modena
https://musei.ferrari.com/it/modena
https://musei.ferrari.com/it/maranello/driving-simulation

Modena è sinonimo di cultura

Oltre ai due musei e al loro straordinario patrimonio tecnologico e sportivo, è l’intero territorio modenese a meritare una visita, tra degustazioni, musei (ad es la Casa Museo di Luciano Pavarotti, il museo della Figurina) e soprattutto i suoi monumenti e le sue piazze.

Modena è citta Patrimonio Unesco. Il complesso architettonico medioevale costituito dalla Cattedrale, da Piazza Grande e dalla Ghirlandina, la torre campanaria del Duomo, divenuta simbolo della città, è considerato una testimonianza unica dell’epoca dei Comuni e della cultura civile e religiosa del XII secolo.
Ma anche l’aceto balsamico dop, il lambrusco, i salumi e gli insaccati a partire dal Prosciutto e dal Cotechino di Modena, il Parmigiano Reggiano sono aspetti che caratterizzano l’identità del territorio.

Ci sarebbe molto da raccontare, ma questo sarà oggetto di un itinerario dedicato ai tesori di questa città.

Matteo Ganino

Foto di Anna Leone e Matteo Ganino

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