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Il libro:il Giappone visto da vicino
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Il libro:il Giappone visto da vicino

Ritorna in una nuova edizione un classico della letteratura di viaggio: "Le Ore Giapponesi" di Fosco Maraini
Un ritratto del Sol Levante uscito nel '56, ma ancora attualissimo e utile per capire la psicologia collettiva di un paese che resta un mistero per molti.Oltre 80 foto corredano il volume e offrono un racconto per immagini indipendente dal testo. Tutto si può dire, tranne che sia un libro datato

Di Alex Miozzi

Si ritiene classico qualcosa che possiede sempre un grande insegnamento, a prescindere dal momento in cui è stato realizzato. Attraverso questa chiave di lettura, piuttosto selettiva, a onor del vero, si deve per forza considerare tale l’opera in questione scritta da Fosco Maraini (padre dell’altrettanto brava Dacia, ndr). E’, infatti, del 1956 la prima edizione di questo straordinario viaggio nella terra del Sol Levante. Ma se qualcuno può pensare che si tratti di un lavoro datato, si ricreda.
Al di là del fatto che l’ultima edizione è del 2006 (il compianto autore, nato nel 1912, è mancato nel 2004, ndr), e che ha al suo interno un saggio del professor Giorgio Amitrano, orientalista e traduttore, nonché professore presso l’Università Orientale di Napoli, al termine di ogni capitolo troviamo quella che viene denominata “Rilettura oggi”, ossia un puntuale aggiornamento alla contemporaneità di quanto raccontato appena prima.

Questo volume tratta d’esperienze vissute…” recitano le prime righe della prefazione originale, ed è la pura verità. Maraini, attraverso una vita che non è un’esagerazione definire più che interessante, oltre che piuttosto avventurosa, racconta questa nazione, o forse addirittura questo “mondo”, ai suoi conterranei, noi italiani ed europei, che di Giappone, dal periodo dopoguerra ai giorni nostri, spesso dimostrano di averci capito proprio poco ancora oggi, e sotto più di un aspetto.

I pregi di quest’opera sono molteplici, a partire dalla narrazione di un vissuto personale che potremmo definire antropologico, e che bilanciato con il racconto storico e culturale del momento, fornisce un quadro molto chiaro, non solo sotto il profilo psicologico, ma anche da un punto di vista della psicologia collettiva giapponese, e non (vedi gli occidentali che ci vivono, per esempio).
Un altro merito è la freschezza con cui Maraini racconta la sua esperienza là, che per motivi accademici inizia da prima della Seconda Guerra, includendo la prigionia, sua e della sua famiglia (dal settembre ’43, l’Armistizio con gli Alleati, fino all’agosto del ’45, con la resa nipponica, dopo le bombe di Hiroshima e Nagasaki, ndr). Le tappe del viaggio proseguono negli anni ’50, e continuano praticamente fino ai giorni nostri, senza perdere mai una vis vitale abbastanza tipica degli autori suoi conterranei (la sua provenienza di origine è la Toscana).

Altro punto a favore dello scritto è la galleria fotografica, una decina di sezioni con otto immagini ognuna, con istantanee a colori ma anche in bianco e nero, alcune risalenti a parecchi decenni addietro e altre assolutamente attuali, in aggiunta a carte geografiche dell’isola. Il racconto a immagini, oltre a corredare quanto scritto a parole, data la sua buona qualità, può tranquillamente considerarsi un percorso narrativo assolutamente autonomo dal testo.
I registri che si trovano al suo interno sono molteplici, a prescindere dall’argomento oggetto di trattazione. Si passa da un percorso culturale che tratta di storia, dall’antichità ancora legata ai “cugini” cinesi, vedi la testimonianza letteraria del “Genji monogatari” (Storia di Genji, risalente al XI secolo) scritto da una dama di corte, Murasaki Shikibu, al loro celebre Medioevo, da Hideyoshi, Tokugawa Ieyasu fino all’oggi. Un sentiero che tratta anche il complesso sistema di scrittura, Hiragana, Katakana, Kanji e Romanji, il loro credo tra Buddismo Zen e Shintoismo, con incursioni cristiane tra cattolicesimo e protestantesimo, ai modi di fare quotidiani, quel codice che differenzia, più o meno, ogni area culturale nei modi di vivere e di relazionarsi. L’altra parte, quella personale di cui sopra, con punte di esilarante comicità in special modo in alcuni episodi, riesce a non essere mai patetica, o gratuitamente tragica, nemmeno quando di tragedie, o di fatti molto gravi, si tratta.
Un’importante, e profonda, lezione culturale che finalmente appassiona e diverte con forza e, contemporaneamente, con sorprendente lievità.

Fosco Maraini Ore giapponesi - Nuova Edizione – 38,00 € - Corbaccio


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